Itinerari e percorsi

Puglia - La pittura bizantina

Itinerari:
Otranto  -  Muro Leccese  -  Poggiardo  -  Vaste - Carpignano  -  Ugento  -  Nardò  -  Gallipoli  -  S. Maria di Casaranello -  S. Vito dei Normanni  - S. Maria di Cerrate  -  Brindisi  -  Fasano  -  Pinacoteca di Bari -  Episcopio di Andria  -  Mottola  -  Massafra -  Castel del Monte  -  Trani  -  Bari

 

OTRANTO (CHIESA DI S.PIETRO)
Fu realizzata tra la fine del IX e l'inizio del X sec. sulla parte più alta della città. Gli affreschi che arricchiscono il suo interno sono stati realizzati in più fasi e si segnalano in particolare le scene evangeliche della Lavanda dei piedi e dell'Ultima Cena datate al X sec.

MURO LECCESE (CHIESA DI S.MARINA)
Nella piccola chiesa è di estremo interesse un affresco raffigurante l'Ascensione del Cristo confrontabile con affreschi francesi del XII sec. a confermare le penetrazioni culturali occidentali nell'ambito figurativo pugliese.

POGGIARDO (CRIPTA DI S.MARIA)
Gli affreschi, staccati negli anni '50 per un restauro, sono esposti in un museo comunale costruito nel 1975. Provenienti da una cripta rinvenuta nel 1929 e dedicata a S.Maria, sono piuttosto affini a quelli della cripta di S.Biagio a S.Vito dei Normanni, soprattutto per il trattamento delle fisionomie.

VASTE (CRIPTA DEI SS.STEFANI)
Testimonianze pittoriche dai tardi influssi bizantini caratterizzano questa cripta dove si può ammirare una scena della Visione di S.Giovanni di altissima qualità artistica.

CARPIGNANO (CRIPTA DI S.MARINA E CRISTINA)
Assolutamente da non perdere questo splendido esempio di chiesa rupestre a doppia navata biabsidata. Sono visibili pitture di chiara pertinenza bizantina con effigi del Cristo benedicente in trono, dell'Annunciazione, della stessa S. Marina etc. Di particolare interesse l'Annunciazione affrescata da Teofilatto nel X sec. che ricorda uno dei più antichi affreschi della chiesa di S.Pietro ad Otranto.

UGENTO (CRIPTA DEL CROCIFISSO)
Situata nei pressi del centro urbano moderno, è caratterizzata da un originale soffitto decorato con motivi circolari e stellari rossi e neri su fondo chiaro e scudi rosso-crociati, interpretati dagli studiosi come stemmi dei Templari, a conferma dei già documentati legami tra gli ordini della Terra Santa e la Puglia. Sulle pareti un'Annunciazione e una Madonna con Bambino (XIII-XIV sec.)

NARDO' (CHIESA RUPESTRE DI S.ANTONIO ABATE)
Suggestivo esempio di chiesa rupestre lungo la dorsale delle Murge salentine in cui compaiono, tra le altre, splendide raffigurazioni dei santi cavalieri Giorgio e Demetrio (XIII sec.).

GALLIPOLI (CHIESE DI S.MAURO E DI S.SALVATORE)
La prima è situata su una panoramica serra da cui si gode una suggestiva veduta della costa ionica a N di Gallipoli. All'interno si possono ammirare affreschi duecenteschi che sono tra le ultime significative tracce della cultura greca nel Salento. La seconda, con navata centrale voltata a botte e due navatelle laterali, è inserita in un complesso architettonico rurale. Nell'interno si conservano gli affreschi della nicchia absidale e della soprastante parete lunettata, anch'essi pertinenti gli ambienti monastici greci (inizi del XIV sec.).

S. MARIA DI CASARANELLO
In questa chiesa è una celebre immagine S.Giorgio tipica della cultura devozionale crociata nonché un ciclo dedicato alle storie di S.Margherita. L'edificio sacro, già noto per i suoi mosaici paleocristiani, è un'altra significativa testimonianza degli influssi occidentali nalla pittura dell'Italia meridionale nella seconda metà del '200.

S.VITO DEI NORMANNI (CHIESA-CRIPTA DI S. BIAGIO)
Questa cripta è anch'essa nota per i suoi affreschi datati con certezza intorno al 1200 e che rappresentano l'unico riferimento cronologico certo per la pittura di quel periodo. Raffigurano tra gli altri S.Andrea, S.Giovanni Evangelista e un S.Nicola con iscrizione bilingue (greco e latino).

S.MARIA DI CERRATE
In questa chiesa abbaziale è possibile osservare una serie di affreschi realizzati tra XII e XIII sec. di grande importanza nella storia della pittura bizantina nel Mediterraneo, nonché un singolarissimo puzzle di frammenti dipinti reimpiegati senza alcun nesso nel corso di successivi rifacimenti.

BRINDISI (S.MARIA DEL CASALE)
La chiesa è un bellissimo esempio di costruzione romanico-gotica della fine del XIII sec. e vi sono conservati degli splendidi affreschi bizantini trecenteschi in cui si possono riconoscere chiare influenze gotiche.

FASANO (TEMPIETTO DI SEPPANNIBALE)
In questo edificio, situato nell'area della masseria omonima, vi sono importanti esempi della pittura longobarda del IX sec in assoluto fra i più antichi dell'intera regione. Rappresentano un importante esempio della cultura figurativa precedente la riconquista bizantina. In particolare, per questi affreschi è stato proposto un confronto con i modi stilistici della coeva pittura beneventana.

PINACOTECA DI BARI
Da non perdere per la ricchezza delle icone in essa custodite fra cui si ricordano l'icona di S.Margherita e quella di S.Nicola (sec. XIII) e due icone della Vergine con il Bambino provenienti una da Ciurcitano e l'altra da Giovinazzo.

EPISCOPIO DI ANDRIA
In questo edificio, che simboleggiava la dignità e l'indipendenza della città dal dominio di Costantinopoli è visibile una stupenda rappresentazione della Madonna con bambino interessante per il dibattito tuttora aperto riguardo la sua datazione (probabilmente collocabile agli inizi - prima metà del XIII sec.) e l'ambito culturale di provenienza. Indiscutibile comunque la sua qualità pittorica.

MATERA (CRIPTA DEL PECCATO ORIGINALE)
In questa cripta è possibile osservare una delle più antiche testimonianze - insieme al citato Tempietto di Seppannibale - di pittura monumentale anteriore alla riconquista bizantina. Gli affreschi si estendono sui due lati dell'ampio antro modulato con nicchie in cui trova grande risalto la rappresentazione del tema che dà il nome alla cripta. Quest'ultima è inserita in un ambiente naturalistico di grande fascino, all'interno di una gravina ricca di vegetazione.

MOTTOLA (SANTUARIO DI S.NICOLA E ALTRE CRIPTE)
Il santuario si trova all'interno di uno dei più straordinari e conservati complessi rupestri del Meridione e vi si possono ammirare splendide raffigurazioni della Vergine, del Cristo in trono, di S.Giovanni evangelista ecc. A causa della loro estrema originalità stilistica queste pitture sono ancora di difficile datazione.

MASSAFRA (CRIPTA S. LEONARDO)
In questa interessantissima serie di affreschi è possibile cogliere gli ultimi riflessi della pittura bizantina in Puglia prima che cedesse definitivamente il passo a quella di cultura angioina. Anche questa cripta è situata in un suggestivo paesaggio rupestre ricco di insediamenti.

 

 Puglia - Castel del Monte - Trani - Bari

Itinerari:

   1. Castel del Monte
   2. Trani
   3. Bari

Descrizione

Castel del Monte
Nei pressi di Andria, a 540 metri sul livello del mare, isolato su di un colle della Murgia Pugliese, sorge Castel del Monte, il più famoso monumento dell' epoca dell' Imperatore Federico II di Svevia. La costruzione di Castel del Monte risale alla prima metà del '200 e sintetizza mirabilmente negli schemi plano volumetrici , tutte le influenze di stile e di cultura della cerchia artistica dell'Imperatore svevo.
Castel del Monte fu costruito tra il 1240 e il 1246, e i documenti attestano che l'Imperatore vi pose molta cura: ma pare che egli non via abbia mai risieduto, e ci si chiede se lo abbia mai visto. Per quel che si sa, solo qualche settimana, nella primavera del 1240, egli sostò da quelle parti: è stato osservato quanto la struttura di Castel del Monte renda problematica l'ipotesi dell' abitabilità, e fino a che punto il suo carattere isolato sia contraddittorio rispetto alla mancanza di ambienti di servizio al suo interno.
Castel del Monte Castel del Monte ha l'unicità della pianta ottagonale al cui centro c'è un cortile ottagonale, si pensa, originariamente occupato da una piscina. Agli angoli del poligono sorgono otto strutture, anch'esse ottagone, che hanno aspetto di torri ma la cui altezza non supera quella del corpo del castello. Non vi è fossato nè altra opera difensiva: infatti Castel del Monte non fu progettato per difendere un territorio, ma fu voluto dall'Imperatore, potremmo dire, per celebrare se stesso e il suo potere temporale.
In lontananza l'edificio ha l'aspetto di una corona: ed è stato osservato come appunto otto siano le grandi lamine auree che formano la Reichkrone, la corona imperiale del X secolo oggi custodita nella Schatzkammer della Hofburg di Vienna. Il fascino e il mistero di Castel del Monte, dunque, legati a questa simbolica forma geometrica. L'ottagono, figura geometrica dall' intersezione delle due figure-base del mondo geometrico-simbolico, il quadrato e il cerchio (rispettivamente simboli, nell'architettura sacra medievale, della perfezione umana e di quella divina e pertanto immagine geometrica del Cristo Vero Dio e Vero Uomo), corrisponde al numero 8, simbolo del compimento della Rivelazione in quanto somma delle sette giornate della Creazione e di quelle della Resurrezione.
Per qesto l'impianto ottagonale, proprio dei battisteri, è stato usato in edifici sacri del mondo imperiale cristiano quali San Vitale a Ravenna e la Cappella Palatina ad Aquisgrana.
Ma è molto suggestiva l'ipotesi che Federico si sia ispirato a un monumento che senza dubbio alcuno lo aveva affascinato, la moschea di Umar a Gerusalemme, che ai suoi tempi era conosciuta come il Templum Domini.
Per la sua struttura ottagonale e il dedalo dei disimpegni (ma anche per il percorso obbligato) al suo interno, Castel del Monte è stato paragonato a un labirinto, con tutte le implicazioni simboliche di tale disegno (ottagonale era il labirinto sul pavimento della cattedrale di Reims). Castel del Monte è un esempio di architettura pecisa e allo stesso tempo simbolica: ciascun elemento costruttivo risponde a precise regole algebriche e astronomiche. Secondo alcuni studiosi, è stato scelto e progettato per essere il più grande osservatorio spaziale del Medioevo! Oggi, Castel del Monte completamente restaurato, è interamente visitabile: dal solenne portale in breccia corallina che nelle porzioni e nella forma ricorda gli archi trionfali di epoca romana, si accede nella prima sala a pian terreno. Questa, come tutte le camere di Castel del Monte, ha forma trapezoidale con volte a crociera.
Superate due sale si accede al cortile sempre ottagonale. Da qui si aprono tre porte finemente decorate. Attraverso una ripida scala a chiocciola si accede al primo piano. La volta del vano scale è risolta con dei costoloni poggianti su mensole antropomorfe altamente espressive, pregevoli pezzi di scultura del XIII secolo.
Nelle sale del primo piano di Castel del Monte, tutte naturalmente uguali fra loro, sono interessanti i marmi policromi delle colonne, le porte e le finestre in breccia corallina, i camini e infine le "chiavi di volta" dalle coperture antropomorfe. Chissà che in fondo Federico non ambisse a costruirsi un maniero-modello, a sua vera immagine, nel quale ritrovarsi con i suoi pochi saggi amici e i suoi diletti falconi. E lì vivere gli ultimi anni in solenne, beato ozio studioso, immerso in un contesto che lo proponesse di continuo lex animata in terris, isolato quasi - oseremmo dire- come una vivente reliquia della sacralità imperiale?
Certo è che la visita di Castel del Monte ci porta indietro nei secoli a rivivere (anche se solo con l'immaginazione) le antiche avventure di cui ne era palcoscenico, in tutto il suo splendore che ancor oggi ci regala.


Trani
Il nome Trani deriva da Tirenum o Turenum.
Trani Secondo un'antica leggenda Trani fu fondata da Tirreno, figlio di Diomede. Ricordata nella Tabula Peutingeriana, Trani acquistò prestigio dopo la distruzione di Canosa ad opera dei Saraceni e con i Normanni conservò molte autonomie che le permisero la compilazione dei cosiddetti Ordinamenta Maris, il più antico codice marittimo del Medioevo.
Trani fu splendida sotto Federico II che la munì di un Castello. Decadde con gli Angioini, riacquistò prosperità nel '400 ma sfiorì definitivamente all'epoca del dominio spagnolo; agli inizi del '600 fu sede di una Università di studi giuridici.
Il centro storico di Trani è ricco di stupende chiese e di palazzi nobiliari, testimonianza di un passato illustre. Il nucleo più antico si organizza intorno al porto e su una penisoletta che culmina con la Cattedrale stupendamente orientata sul mare.Tra i palazzi più importanti di Trani ricordiamo il Palazzo Caccetta, il Palazzo Quercia e il Palazzo Bianchi, nobili costruzioni del XVIII secolo.
La Cattedrale di Trani è senza dubbio una delle più belle Chiese del romanico pugliese e, più in generale, tra le più suggestive d'Italia. Proggettata in ideale posizione scenografica, testimonia lo splendore della Trani Medievale. Dedicata a S. Nicola Pellegrino, fu fondata nel 1907 sopra l'antica Chiesa di S. Maria.
Ebbe varie fasi costruttive, ma la spinta maggiore alla costruzione fu data dal 1159 al 1197. La facciata ha una vasta superficie liscia di una pietra bianco-rosata, sobriamente ornata da poche aperture: una monofora, un occhio e tre finestre allineate di cui la mediana più grande e riccamente decorata, affiancata da due leoni e due elefanti su mensole.
La parte inferiore è fasciata da una teoria di arcatelle cieche mentre bellissimo è il portale chiuso dalla stupenda porta bronzea di Barisano da Trani (1180). Il campanile, della prima metà del '200, è a firma di Nicolaus sacerdos et Protomagister.
All'interno del duomo di Trani vi è una divisione tra la Chiesa superiore, manomessa nell'800 e recentemente restaurata, e la chiesa inferiore dedicata a S. Maria della Scala con l'annessa cripta di S. Nicola. Sotto la Chiesa di S. Maria è l'ipogeo di S. Leucio.
Altre Chiese di Trani sono: S. Teresa, bella costruzione barocca con all'interno tele dei seguaci di Corrado Giaquinto; S. Giacomo,di origine medievale, rimaneggiata nel 1647 e con un notevole portale; la Chiesa di S. Andrea, basilichetta di tipo bizantino a cupola centrale; la Chiesa di S. Domenico, di origine romanica ma rifatta nel 1763 e la Chiesa di S. Francesco che fu fondata intorno al 1176 dai Benedettini che la cedettero nel XVI secolo ai Francescani. Il tempio ha tre cupole con la mediana più alta su tamburo ottagonale. Poco fuori dal centro di Trani vi è l'abbazia di S. Maria di Colonna: fu fondata nel 1098 dai Benedettini; nel 1427 fu affidata ai Francescani che la tennero fino al 1867.
Il complesso ha subìto molti rimaneggiamenti: la Chiesa conserva un bel portale mentre l'interno è a tre navate con la centrale munita di volte a crociera.Infine, il Castello di Trani fu costruito da Federico II nel 1233 e compiuto nel 1249; trasformato da Carlo I, Carlo II d'Angiò e da Pierre d'Angiocourt, fu deturpato da aggiunte posteriori per essere, fino a pochi anni or sono, adibito a carcere.

Bari
Bari Bari è una città cresciuta a ondate. Sino alla fine del '700 èstata quasi tutta contenuta nell'ambito di quella che viene oggi chiamata Bari Vecchia: una penisoletta di forma triangolare che cominciò ad essere abitata sin dall'Età del Bronzo e che fu poi via via romana, bizantina, longobarda, normanna, sveva e angioina.
Le nuove case di Bari venivano costruite dove c'erano spazi liberi, oppure il tessuto già fitto veniva abbattuto per far posto a un palazzo o a una chiesa, nuove strade nascevano e nuove case inghiottivano vecchi vicoli, piazzette e corti. Per secoli gli abitanti di Bari, si stiparono in quel breve tratto organizzato intorno ai poli principali del Castello, della chiesa di San Nicola, della piazza del Mercato.
Più che un quartiere popolare, Bari Vecchia è un paese, con la sua vita minuta e colorita, ancora popolato di artigiani, pescatori, piccoli commercianti, un paese fitto di palazzi decaduti e povere, dignitose abitazioni.
Bari ha il suo centro in piazza Mercantile, l'antico centro degli affari e dominato dal Sedile dei Nobili, accanto al quale sopravvive la colonna infame (della Giustizia), la gogna medioevale per debitori insolventi. Il corso per eccellenza è la via Palazzo di Città, creata nel 1500, dove si allineano palazzi decaduti che oggi ospitano botteghe, trattorie popolari, cortili in cui la luce penetra dall'alto.
Tutto attorno è la civiltà del vicolo, con la gente che siede sull'uscio di casa, e che sulla soglia pone il tavoliere per fare le orecchiette, o prepara la salsa di pommodoro.
La chiesa di San Marco dei Veneziani, la chiesetta di Sant'Agostino, rifatta nel 1508 dalla colonia milanese, la romanica San Gregorio dove per tutto l'anno rimane la statua di San Nicola, trasferita nella sua basilica solo nei giorni della Sua festa. Oltre alla spoglia bellezza della Cattedrale e all'importanza del Castello, la città vecchia di Bari conta luoghi d'interesse e monumenti spesso trascurati dal Viaggiatore: L'Arco della Meraviglia che la tradizione vuole (e qui sta la meraviglia) fabbricato in una sola notte, la Biblioteca De Gemmis, il Museo Storico, dove si conserva un aereo austriaco che bombardò la città, la chiesa trecentesca di San Giovanni Crisostomo, parrocchiale di rito greco, la barocca Santa Teresa dei Maschi.
Poi la Penisola su cui Bari era cresciuta diventò troppo piccola. Fu Gioacchino Murat, nel 1813, a dare il via alla seconda urbanizzazione, fondando il borgo che da lui prende il nome. Una città programmaticamente razionale, che opponeva il proprio rigido schema a scacchiera al labirinto indecifrabile e fantasioso dei vicoli della vecchia città.
La crescita del borgo, come città di rappresentanza, e poi della terza città (la Bari nuova, che continua a espandersi oltre la stazione ferroviaria inglobando vecchie frazioni e città-satelliti), ha significato in qualche modo la decadenza e l'emarginazione della Bari vecchia, isolata dalle strade di scorrimento veloce, e trascurata, nonostante i suoi monumenti e come insieme. Così la città vecchia è rimasta uguale a se stessa, come ferma nel tempo. Forse è stata la sua fortuna.